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Sutt'a lingua: Curiosità e approfondimenti.

IU SU-MMARCU
riflessioni semiserie di un idiota illuminato

Sotto, un disegno firmato Malov pubblicato su Napolimonitor.it
Malov San Marco Evangelista

A margine di un convegno sul "Codex Purpureus Rossanensis", tenutosi a San Marco Argentano nella "cripta" della cattedrale, ho riflettuto su un'imperdonabile mancanza: aver iniziato il mio intervento con la cacciata dei mercanti dal tempio, scavalcando l'evangelista patrono della diocesi.

Siccome, talvolta, mi capita di fare riflessioni "da idiota", alla fine del convegno mi sono chiesto perché avessi "summarcato" proprio la figura di San Marco. E così, come state facendo voi ora, mi sono domandato se "summarcare" derivasse proprio dal nome dell'evangelista.

Riflessioni di questo genere, in coincidenza con i festeggiamenti patronali, ti illudono di essere stato "scelto" come fonte di illuminazione, suggestionato finanche da un leone sulle spalle di Marco, pescato tra le tante immagini che circolano in rete (come nello splendido disegno di Malov pubblicato su Napolimonitor). A mente fredda mi rendo conto della grave mancanza e del mio azzardato tentativo di attribuire a un evangelista l'origine di una parola dialettale. Tuttavia, non escludo che la confidenza che mi sono preso con Lui possa avermi aiutato a risolvere l'enigma linguistico di oggi.

"Summarcare" (nella nostra forma tronca summarca') significa scavalcare, passare oltre. Santo Marco non c'entra affatto, se non per quel "marc" che compare in entrambe le parole. Il guaio è che se sentiamo un suono simile in due parole diverse, tendiamo ad associarle; tanto che, quando ne dimentichiamo una, cerchiamo di recuperarla attraverso un'altra che le assomigli. Se fosse solo questo sarebbe niente; l'altro guaio è che ad ogni suono si accompagna spesso un'immagine, che contribuisce a ricordare o a deviare completamente il percorso della nostra ricerca.

Fingiamo che San Marco c'entri davvero nel nostro "summarcare", anche per la suggestione dell'immagine di apertura. Coloro che conoscono il dialetto diranno subito che il leone, stando sulle spalle di Marco, vuole "sommarcarlo": ovvero passargli non sopra, ma al di sopra, senza toccarlo, per mettersi davanti a Lui.

In effetti il ragionamento fila e qualcuno potrebbe anche spacciarlo per vero, affermando impunemente che i sammarchesi usano dire "summarcare" perché anticamente significava entrare o uscire da San Marco Argentano! Io, però, conoscendo i sammarchesi, escludo il parallelo con il leone e mi soffermo piuttosto sul nostro custode, propenso a credere che egli si sia "sobbarcato" il peso fisico e spirituale del leone. A questo punto ognuno si chiederà cosa c'entra la barca, visto che non si tratta di uno degli apostoli pescatori.

In effetti, l'italiano "sobbarcare" è una di quelle parole nate da un mutamento di suoni con origini diverse. Anche la Treccani ritiene - forse peccando di eccessiva semplificazione - che in questa parola c'entri una "barca" intesa come peso (forse per l'espressione "una barca di soldi", molto terrena, niente affatto gravosa per il padrone del carico).

Ma noi "idioti" abbiamo un vantaggio: quello di usare il dialetto per comunicare, piuttosto che per esprimere concetti complicati. In fondo, vero o falso che sia il legame tra summarcare e San Marco, l'atto di oltrepassare sollevando una gamba dopo l'altra collega pienamente l'immagine al significato della parola.

E allora, illuminati dalla parola del Santo Patrono, e memori che "un bacio è nu vasu", osiamo dire agli etimologisti che la barca non c'entra niente. Seguano il nostro suggerimento: aprano un "varco" con le gambe divaricate, come fanno coloro che vanno a cavalcare ... con l'accortezza, nel caso vogliano sobbarcarsi l'onere della prova, di mettersi dalla parte dell'asino. E se ancora, testardamente, continuassero a nuotare portandosi addosso una barca, riflettano che la barca era il mezzo che collegava la nave, che non poeva accostarsi alla riva, alla terraferma, la barca, quel piccolo guscio che noi continuiamo a chiamare varca, come era chiamata nel tardo medioevo.

Evviva San Marco Evangelista.

San Marco Argentano, 25 aprile 2026

Paolo Chiaselotti

Note:
Summarcare (dialettale) e sobbarcare derivano da varcare, varicare-divaricare, valicare, allo stesso modo di cabalcare, s-cabalcare, cavalcare, s-cavalcare. All'origine c'è il concetto di allargare, portando o portandosi da un punto ad un altro, concetto che varcare, varco e varca esprimono in forma a noi più vicina. Paradossalmente anche barca, o varca, latino il primo, tardo latino il secondo, unitamente a varcatura e varchetta, rimandano a tale concetto. Nella formazione delle parole, attraverso significati simili e suoni accostabili, alcune influenzano altre. Nessuno può dire che bracci, abbracciare, brache, imbracare, o addirittura la nostra "vrachetta", abbiano etimologie accostabili tra loro o alle parole anzidette. C'è, però, una funzione che le accomuna: un arco, un ponte che unisce queste voci in un accostamento semantico.

Se state "condividendo": questa "impostazione" non lasciatevi andare ad altre suggestioni interpretative, come "arca", "arcobaleno" e "arché", la parola con cui comincia il vangelo di Marco: vi trovereste "scaricati" molto, molto lontano, in un posto altissimo, da cui potreste godere una vista meravigliosa, ma non fare più ritorno.