Questa pagina fa parte del sito L'Ottocento dietro l'angolo di Paolo Chiaselotti
(foto, photo)
 
Il presente albero genelogico è stato costruito sulla base di tutti i dati ricavati dai registri anagrafici e di stato civile di San Marco che iniziano dal 1809. Le date di nascita antecedenti a tale anno sono state desunte dall'età dei vari individui riportate nei rispettivi atti, nonchè dal volume "Settecento Calabrese" di von Lobstein, il quale riporta i due ceppi Candela che compaiono nel Catasto Onciario del 1754. Non sappiamo se Antonio, sposato con Aurelia Meraviglia, fosse figlio di Diego e ,pertanto, abbiamo collocato in forma dubitativa nel primo ceppo il ramo da lui originato.
I membri della famiglia, nonché quelli delle famiglie con cui si imparentarono, sono sempre indicati nei vari atti come signori, galantuomini e gentildonne, e i loro nomi sempre preceduti dai titoli don e donna.
Giuseppe Candela fu sindaco nel 1855, anno in cui il colera colpì la città e fu nominato sindaco provvisorio alla caduta del governo borbonico.
Alcuni membri della famiglia nacquero altrove. Pasquale Candela, letterato e insegnante presso il locale seminario, nacque a Napoli. Anche del fratello Raffaele imputato per i moti del 1848 non abbiamo trovato alcun atto negli archivi anagrafici e dello stato civile. La ricostruzione di questo albero è senz'altro incompleta, ma grazie alla lettura di alcuni atti di morte siamo riusciti a risalire fino agli inizi del Settecento. Non sappiamo quale rapporto di parentela vi fosse tra i capostipiti dei rami sopra rappresentati, i quali si estinsero entrambi per mancanza di figli maschi: discendenti oggi presenti a San Marco sono le famiglie Selvaggi-Talarico del primo ceppo e Credidio-Ferretti del secondo.