Prima pagina | Curiosità | Immagini | Cronologia | Delibere | Argomenti | Cronaca | Cognomi | Emigrati | Mestieri | Strade | Contrade | Prezzi | Cronistoria
Questa pagina fa parte del sito "L'Ottocento dietro l'angolo"  (http://www.sanmarcoargentano.it/ottocento/index.htm) di Paolo Chiaselotti
 
Storia del Monastero delle Clarisse     Clarisse di San Marco nel Seicento     La spesa delle Clarisse
MONACHE E NOVIZIE PRESENTI NEL MONASTERO DELLE CLARISSE DA FINE '700 A METÀ '800 (in ordine alfabetico)
G M A Cognome Nome Età Note (la data si riferisce alla consacrazione o alla morte come meglio specificato nelle note)
10 9 1766 Aiello Maddalena 63 di Cosenza passò all'altra vita la religiosa conversa con febre di anni 45 e 43 di religione
8 12 1828 Aiello Maria Arcangiola (al secolo Maria Rosa) 20 Positano - entrata come educanda dal 1 gennaio 1822 (aveva 14 anni) - professata solennemente nelle mani di Monsignor Greco, dote di ducati 300 sborsati in contanti
6 4 1838 Alimena Maria Giuseppa (al secolo Luisa) 24 Montalto - festività della Vergine Addolorata, novizia fece solenne professione nelle mani di Monsignor Felice Greco vescovo di S.Marco e Bisignano, dote di ducati 300 consistente in un corpo rustico nomato Giuranda in territorio di Montalto (poi venduto per d.600 al fratello d.Pietro Alimena e dalla somma ricavata la dote di ducati 300 per il Monastero) - corista, morta 26.3.1841 "dietro una malattia di un anno pazientemente sofferta e con santa rassegnazione", a.27 circa e 3 di professione
4 8 1831 Altobello Saveria 40 San Marco - conversa nelle mani del Vicario generale don Nicola arcidiacono Mayerà delegato speciale di Monsignor Greco
16 11 1806 Amodei Maria Innocenza 20 San Marco - già educanda per anni due e mesi nove fa professione di fede in mano di Monsignor Coppola dote di ducati 250, dei quali 40 spesi per gli abiti delle signore Monache e gli altri 210 per pagamenti regii - corista, morta di anni 79 e 58 di professione il 21.2.1863 per uno scirro nel petto durato per lo spazio di 14 mesi
14 8 1836 Barci Maddalena 30 albanese di S.Giacomo - conversa nelle mani del Vicario generale don Nicola arcidiacono Mayerà coll'intelligenza di Monsignor Vescovo assente
31 3 1757 Barone Maria Gaetana   di Belmonte - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Brescia dote di ducati 250 - il 3.12.1800 Badessa rese l'anima a Dio di anni 63 e di Religione 45 con morbo di guccia Aplopletico
9 11 1785 Baroni Maria Michelina 63 di Belmonte andò in paradiso, corista, con febre d'infiamazione danni 63 e di religione 36
12 5 1839 Battaglia Angela Maria   conversa morta di anni 80 circa e 64 di religione
16 11 1804 Biondi Maria Teresa   della terra di Grisolia - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Mazzei dote di ducati 300 consegnati dai parenti per fabricare la Sacrestia con due stanze contigue - morta 2.4.1864 di anni 96 [figlia di Don Antonio e di Barbara Gabriello]
1 2 1795 Bonifacio? Maria Saveria 54 di Bisignano passa a miglior vita conversa di anni 54 e di religione 27 con morbo di puntura
4 8 1831 Bottino Agnesa 22 San Marco - conversa nelle mani del Vicario generale don Nicola arcidiacono Mayerà delegato speciale di Monsignor Greco
20 5 1804 Campagna Maria Gaetana   San Marco - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Reginaldo Coppola, dote di ducati 250 costituita dal fratello don Carlo ipotecati su case di lui con l'obbligo di pagare ducati 10 annui ogni mese di agosto - morta 20.1.1839 di anni 68 circa e 35 di professione ... "accettò il viatico che non potè ricevere per difetto di stomaco"
25 10 1785 Campilongo Maria Innocenza 66 passò a miglior vita suor con arresto in testa anni 66 e di religione 50 monaca corista
20 11 1788 Campilongo Maria Gabriele 66 passò da questa a miglior vita corista con arresto in testa d'anni 66 di religione 50
23 2 1774 Campolongo Maria Carmela   passò da questa all'altra vita di Altomonte corista del monistero età non indicata suora
16 5 1846 Campolongo Beatrice (al secolo Rosina)   San Marco? - , fece solenne professione di fede nelle mani della madre abbadessa Suor Chiara Sanseverino e davanti Mons. Mariano Marsico - dote ducati 300
14 6 1855 Campolongo Maria Assunta (al secolo Clementina) 20 San Marco? - , 11-6-1854 vestì l'abito la solennità fu celebrata da monsignor Parladore - dopo un anno di noviziato fece solenne professione nelle mani dello stesso vescovo - dote ducati 250 dati dal padre barone campolongo - 200 rimasti in sua mano al sei per cento, gli altri 50 e 50 dati a mutuo a Gennaro Artusi sempre al 6 per cento
20 3 1785 Candela Maria Emmanuele 77 passò da questa a miglior vita suora religiosa corista di anni 77 e di religione 50 con morbo di puntura
4 4 1768 Caparella Costanza 63 di Malvito passò all'altra vita la religiosa conversa con male di puntura di anni 63 e 50 in circa di religione
10 11 1789 Catalano Maria Arcangiola 85 andiede in Paradiso corista con morbo di extintionem caloris di anni 85 di religione 69
26 4 1840 Cerbelli Maria Generosa (al secolo Maria Innocenza) 30 Cedraro - domenica in Albis, novizia fece solenne professione nelle mani diel Vicario Generale Capitolare D. Nicola Arcid.Mayerà, essendo la sede vacante, la dote di ducati 300 fu assegnata dai suoi fratelli su un fondo in terriorio di Cedraro nomato Gardo con patto di pagare ducati annui 15 e patto di ricompra - corista, morta di anni 32 e 6 e mesi otto di professione il 6.10.1846 (cognome scritto Cervalli)
27 12 1810 Ciravolo Maria Agnesa 46 passò a miglior vita conversa di S.Angata (sic) di anni 46 con morbo cistico in una spalla che per guarirlo le fu costretto uscir, con licenza di Roma dalla Clausura ma più non vi tornò se non morta per seppellirsi nella sepoltura del'altre Religiose
25 3 1830 Conti Maria Rosa (al secolo Clementina) 21 San Marco - prese l'abito di novizia a dicembre del 1828 e dopo circa 15 mesi fece solenne professione nelle mani di Monsignor Greco (giorno della SS.Annunciata)
9 11 1828 De Marco Nicoletta (al secolo Vittoria) 20 San Marco - entrata nel Monastero il 9.1.1822 (aveva 14 anni) ha fatto professione nelle mani di Monsignor Felice Greco, dote di ducati 250 in contanti
28 9 1785 Diodata [Candela?] Maria 83 passò a miglior vita l'altra sua sorella suora corista di anni 83 di religione 69 con morbo di senettù (vecchiaia, dal latino senectus, senectutis)
13 12 1806 Ferraro Maria Serafina 90 passò all'altra vita conversa di Bisignano in età di anni 90 con morbo della sua età dopo anni 74 di religione
4 8 1851 Ferraro Dominata del Santissimo Crocifisso (al secolo Angela) 25 di Luzzi - conversa
24 3 1802 Frassetti Maria Raffaela 88 passò a goder l'eterni riposi conversa della terra di Fagnano dopo esser stata 12 anni ciunca in letto età di anni 88 e religione 70
15 8 1847 Gallo Maria Clarice   di Bisignano - feceprofessione nelle mani del Vicario capitolare D.Francesco de Ambrosiis - dote ducati 300
17 1 1839 Greco Rosa 74 di catanzaro, sorella del Vescovo Monsignor Felice Greco, era ospitata nel Monastero, seppellita nella Chiesa del Monastero con solenne pompa funebre
26 7 1841 Greco Maria Gabriela   di Cosenza, fece solenne professione di fede nelle mani del Vicario Generale Arcid. Mayerà - dote ducati 300
20 1 1844 Greco Maria Luisa Clementina   di Cosenza, fece solenne professione di fede nelle mani del Vicario Generale Arcid. Mayerà - dote ducati 300
12 10 1778 Lago Maria Crocifissa   Castrovillari - ha fatto professione nelle mani del Vicario Generale don Biagio Ricucci dote di ducati 300 - morta 7.7.1822 di anni 70 per morbo febbrile
8 10 1769 Magno Maria Giuseppa 63 passò da questa all'altra vita la religiosa professa della città di Cosenza
4 7 1858 Maio Maria Giuseppa   novizia ha fatto la solenne professione in mano di Monsignor Livio parladore - badessa è suor Maria Carmela Aiello - ducati 300 di dote
17 3 1773 Miceli Maria Giuseppa   San Fili - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Moncada dote di ducati 300 - il 24.4.1779 passò da questa all'altra anni 46 e 6 di religione di S.File corista suora con morbo di scierro
7 6 1778 Miceli Maria Cherubina   San Fili? - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Moncada dote di ducati 250 che il 5 giugno 1824 passa in mano di D.Carlo Maria Battaglia acquirente di una casa dal Barone Micieli, con l'obbligo faccia a faccia di corrispondere l'annualità di ducati 11 e grana 20 al Monastero - dei baroni di Serradileo, Corista, morta di morbo asiatico 4.11.1829 a 72 anni e 51 di religione
19 11 1755 Pellegrini Maria Rosaria   Longobardi - ha fatto professione nelle mani di Monsignor di Cassano suo parente (Brescia?) dote di ducati 300 (sorella di Generosa) - morta 6.7.1827 di anni 87 circa e circa 70 e mezzo di religione, corista
14 12 1756 Pellegrini Maria Generosa   Longobardi - ha fatto professione nelle mani di Monsignor di Cassano suo parente (Brescia?) dote di ducati 300 (sorella di Maria Rosaria) - morta 31.5.1824 di anni 88 circa 69 di religione con morbo di punta che nel sesto giorno l'uccise
12 2 1843 Rizzuto Maria Crocifissa   di Saliano, rione di Rogliano sorella di Gelsomina - fece solenne professione nelle mani del Vicario Generale arcidiacono Mayerà - dote ducati 300
12 2 1843 Rizzuto Maria Gelsomina   di Saliano, rione di Rogliano - sorella di Maria Crocifissa - fece solenne professione nelle mani del Vicario Generale arcidiacono Mayerà - dote ducati 300
6 2 1831 Rossi Mariangiola (al secolo Emilia) 30 Acri - fece solenne professione nelle mani di Monsignor Felice Greco dopo due anni di noviziato da dicembre 1828 (.. nonostante la di lei avanzata età), dote di ducati 300 depositata in cassa - morta di colera il 7.8.1854 a Napoli dove si trovava per motivi di salute 29 anni di professione religiosa
30 4 1780 Sacchini Maria Luisa   San Marco - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Moncada con tutta pompa e solennità dote di ducati 250 - morta di anni 79 circa e 60 di religione il 9.11.1838
19 8 1822 Sanseverini Chiara Maria (al secolo Carolina) 20 Acri - ha fatto professione nelle mani del decano Ambrosis dopo esser stata educanda per dieci anni e mesi 9 (aveva 10 anni), dote di ducati 300 con annualità di ducati 12 - introitati 100 ducati per i restanti obbligati Francesco Ozzuddio per parte del Brigadiere di Gendarmeria D.Giuseppe Sanseverino (fratello) , e Vincenzo de pascale marito della sorella di Carolina, donna raffaela Sanseverino, con ipoteca sopra di loro casa in S.Antonio Abbate, due camere, arcovo, mezzanile, cortile e giardino, confinante con stanza di Gaetano fazzari
5 3 1757 Sansosti Anna 77 di questa città passò da questa a miglior vita con male d'idropesia di anni 77 e 70 di religione
26 5 1831 Sarpa Elisabetta 30 San Marco - conversa nelle mani del Vicario generale don Nicola arcidiacono Mayerà delegato speciale di Monsignor Greco
15 5 1780 Sarri Maria Francesca   casale di Mongrassano - ha fatto professione nelle mani di Monsignor Moncada dote di ducati 300 spesi in grano formaggio altri generei e pagamenti regii - "dopo tre anni e mezzo è stata quasi ciunca" morta di apoplessia 8.11.1855 assistita dal suo confessore D. Vincenzo Campagna di anni 87 e 12 di religione
27 1 1844 Scorza Maria Filomena   di Morano - fece solenne professione nelle mani del Vicario Generale arcidiacono Mayerà - dote ducati 300
2 12 1850 Scorza Maria Matilde   di Morano - fece solenne professione nelle mani del Vescovo mons.Livio Parladore - dote ducati 300 con cui il Monastero ha comprato un fondo denominato Bonavitafa Maddalena Tallarico attaccato ad altro di proprietà dei fratelli Pasquale e Domenico Tallarico, già acquistato precedentemente dal Monastero
8 12 1841 Selvaggi Clarice 23 S.Marco Argentano - professione solenne nelle mani del Vicario Generale arcidiacono Mayerà - dote 250 ducati - morta 25.10.1843 corista, da due anni religiosa
23 2 1757 Selvaggio Maria Angelica   San Marco - ha fatto professione nelle mani di Giuseppe Rafaele Togeni? Iogeni? vicario Generale stante Monsignor Brescia impedito per una ... catarrale dote di ducati 250 - 30.7.1819 passò da questa vita, corista, di questa città di anni 88 dopo anni 7o di religione
19 1 1770 Spinetta Maria Annunciata Crista 74 passò da questa all'altra vita della città di San Marco - suora
1 12 1854 Trocini Maria Cristina (al secolo Marietta) 23 ha vestito l'abito di S.Chiara solennità con pompa celebrata da Monsignor Livio Parladore il 21.11.1853 - ha fatto professione dopo un anno in mano allo stesso Vescovo - dote ducati 300 somma data al mite interesse del sei per cento al Maestro Gennaro Artusi dall'attuale badessa Suor Maria Raffaela Valentoni
22 4 1793 Valentoni Maria Rosa   San Marco - ha fatto professione nelle mani di don Francesco Micelotta tesoriere e vicario capitolare dote di ducati 250 da applicarsi nella fabbrica per restaurare il dormitorio dello stesso Monastero della dote 150 ducati spesi per pagamenti regii e, ad integrazione della somma dotale di Suor Maria Teresa Biondi, nella fabbrica della Sacrestia colle due stanza diroccate - morta 8.11.1823 di anni 62 e 33 di religione per uno scirro prima ad una mammella e poi all'altra (memoria scritta di suo pugno con la data in bianco)
8 3 1798 Valentoni Maria Teresa 64 passò a miglior vita di anni 64 di religione 3? con uno scirro nel petto incancrenito
9 6 1804 Valentoni Maria Rafaela 22 San Marco - già educanda da dieci anni poi in casa per due mesi ha fatto professione nelle mani di Monsignor Coppola con solennissima festa e pompa dote di ducati 250 consegnati dal padre sig. D.Giuseppe Valentoni il 9.6.1801
20 2 1757 Venerino Caterina 74 di Tarsia passò da questa a miglior vita per accidente apopletico di anni 74 e 53 di religione
 

La Casa Religiosa di S.Chiara nella Città di Sammarco In Calabria Citra*

Monalium Casa - Anno Domini 1826 - Abadessa Valentoni Fin da tempo rimoto esisteva in Sammarco nobile Congrega della Concezione di Maria sotto il titolo di S.Giovanni Battista, nella Chiesa dello stesso, la fratellanza di cui, componevasi delle persone più cospicue e religiose del paese.   In essa risplendeva il Culto Divino, e le continue elargizioni e i legati dei pietosi fedeli l'avevano resa degna d'ogni lode e ricca di rendita. I virtuosi confratelli di lei però per vieppiù accrescere la gloria del Signore, ed aumentare il lustro della Città, pensavano di fondare un Convento di Vergini, affinché vi fosse in Sammarco un luogo di cristiana educazione, non che perfezione evangelica pel debole sesso ancora ? tutto ché esistessero in quel tempo in detta Città i Conventi dei Padri di S.Benedetto, dei Riformati di S.Francesco di Assisi, dei Minimi di S. Francesco di Paola, ed un Seminario Diocesano.   Spazio e tempo però cambiando ogni cosa, han fatto si, che del Convento dei Benedettini vicino alla Città non si veggano al presente neppur ruderi, e quello in campagna è stato convertito in particolar palagio, quello dei Minimi essendo a Seminario ridotto, vi si vede solamente quello di S.Francesco di Assisi, dai Padri Riformati conservato, e in miglior forma messo. Mancava dunque un sacro recinto per le donne.   Progettatosi quindi nella cennata Congregazione un tal pio divisamento, fu accolto ad unanimità dai suoi componenti e ciascuno di essi non trascurò impiegare l'opera sua per effettuarlo. Fra gli altri si è reso degno di eterna lode D. Nicolò Giovanni Conzaga Arcidiacono della Cattedrale di Sammarco, il quale col suo ultimo testamento e codicillo, rogati dal Notaio Pier Francesco Caprino nel mille seicento nove e dieci, lasciò tutto il vistoso suo asse alla Congregazione coll'obbligo di fondare in Sammarco fra lo spazio di anni tre un Monastero di Vergini, od un Collegio di Gesuiti.   Questa scrittura testamentaria perché irregolare potea esser sogetto di forensi discussioni, e forse annularsi pure, ma la religiosa prodigalità di Fabrizio Conzaga, germano dell'anzidetto Arcidiacono, reduce da Napoli in Sammarco nel 1611 pria che occupato si fosse ad abrogare od annullare il sudetto testamento, volle anzi si confirmarlo ed ampliarlo: aggiungendo che in tre anni costruir si dovesse il Monastero ed esser abitato da vergini, a condizione però, che vi si affiggesse lo stemma di sua famiglia, la quale gode ancora di quei privilegi, di che vanno decorati i fondatori dei Monasteri. Concorsero altri benefattori della Città a comprimento di cotesta opera pia, con diverse pecuniarie offerte, e beni stabili, e accensimenti: si distinsero vieppiù D. Andreace Sansosti, D.Francesco Selvaggio Barone di cavallerizzo, D. Felice Pintibona, D.Giovanni Andrea Mezacapo, D. Ambrogio Gorno, D. Belloro Mendino, D. Pompeo, e suo figlio D. Muzio Valentoni. Le singolari largizioni di questi due ultimi a pro' del Monastero ascesero sino a docati 3100.   A vista di tante offerte i fratelli della Congregazione di San Giovanni detta sopra, giudicarono compiuto il tempo designato all'adempimento dei loro desiderii, laonde nel di 30 Giugno dell'anno 1613, essendosi all'uopo congregati, cedettero spontaneamente tutte le rendite e proprietà della Congrega al Monastero. I quattro fratelli D. Giovanni Girolamo Rizzo, D.Andreace Arcidiacono Arduino, D. Annibale Amodei e D. Giovanni Andreace Mezacapo designati furono a Procuratori per la costruzione del Monastero: questi comprarono nel medesimo anno le case di Monsignor Gian Vincenzo Frassia, e vi fondarono il Monastero nella forma che al presente si vede. Terminata la fabbrica, fu da pria abitata da vergini col nome di Conservatorio, e la prima Badessa che governò fu D. Isabella Falangola della stessa città la quale eletta venne col nome di Suor Chiara, a dì 11 novembre 1622. Le furono compagne fondatrici suor Vincenza Falangola, Suor Francesca e Agnesa Passalacqua, suor Dorotea e Isabella Candela, Suor Brigida, Giustina e Giulia Sansosti, Suor Maria Grassa, Suor Celestina Mazzuca.   Il nobil devoto esempio ne crebbe e diffuse il fervore in maniera che non guari dopo chiesero e vestirono l'abito Suor Isabella Amoddio, Suor Dianora e Cinza di Eboli, Suor Costanza Russo. Intanto ad istanza del vescovo Diocesano, delle sopradette religiose e del popolo di Sammarco coi fondatori del Monastero la Sacra Congregazione si degnò stabilirlo Convento di Clausura sotto la regola delle cosi dette Recollette di S.Chiara.   A tale effetto nel di 17 novembre dell'anno 1628 Suor Angela Cassano delle Cappuccinelle professe di Cosenza trasferita venne in qualità di Badessa per Decreto della Sacra Congregazione a governare il Monastero ormai eretto e stabilito in Sammarco; e per commissione del Vescovo Indelli, ammesse venivano alla solenne professione nel 22 Aprile dell'anno 1629 fatta in mano del Vicario Generale D. Lelio Martucci di Rossano, la prima fondatrice Suor Chiara Falangola, e di poi nel 1630 le suore tutte in mano di Monsignor Vescovo Caputo; un velo da costui a loro concesso che fino allora distinto non le avea, le decorò quindi, e più le distinse e portò in forma la oculata recezione di virtuose claustrali e la regolare osservanza che uniforme ed austera vi si mantenne. Però l'austerità della primitiva regola da S.Chiara tramandata alle consecutive imitatrici, benché promessa e professata dalle predette religiose attese le convenienze del luogo e delle persone, riuscita alquanto difficile non potè tirarsi oltre, fu d'uopo modificarla. I Vescovi pro tempore col comune assenso delle religiose la riducevano alla regola seconda di S.Chiara detta delle Urbaniste. In questa ultima vissero e vivono tutt'ora.

* Estratto dalla relazione di Padre Antonio di Sersale allegata al libro degli introiti del Monastero degli anni 1755-1858

Per saperne di più ... La Platea del 1632 Panoramica dei luoghi Bilancio nel 1663



a cura di Paolo Chiaselotti